• Gio. Set 23rd, 2021

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di Innovatori della politica

Il 10 settembre 2017 il gruppo Innovatori della Politica esordiva sulla scena socio-politica locale con un articolo dal titolo:” (R)estate ad Acri?”, con il quale si portava alla ribalta la grave situazione di sofferenza idrica in cui versava gran parte della cittadinanza acrese. Ebbene, in virtù di quell’ articolo, fummo duramente redarguiti dalla neonata Amministrazione Capalbo, la quale riteneva fosse prematuro, trascorsi all’epoca ancora pochi mesi dall’insediamento, riuscire ad affrontare e quindi risolvere un problema tanto sentito e gravoso, e che sarebbe servito quindi un po’ di tempo per poter apprezzare i frutti del lavoro di squadra. A distanza di 4 anni, ormai, dal nostro primo comunicato, sembra che il tempo si sia come cristallizzato, e ci troviamo nuovamente a trattare la medesima tematica, senza che, apparentemente, nulla sia cambiato. Il perpetuarsi della insostenibile, divenuta nel frattempo ahinoi abituale, condizione ci spinge a giudicare in maniera estremamente negativa l’operato dell’Amministrazione Capalbo, la quale, già deludente, a nostro avviso, per molteplici aspetti, ancor di più ha clamorosamente fallito sul versante della gestione idrica, sia nel lungo che nel medio-breve periodo. Eppure, nel corso di tutti questi anni sono state avanzate, da più parti, delle proposte valide che il Sindaco Capalbo ha puntualmente ritenuto di dover ignorare, facendo precipitare la Città in un baratro arido. In un’ intervista rilasciata qualche mese or sono, il Sindaco Capalbo riversava sui Responsabili di settore il peso schiacciante derivante dal non riuscire a trovare una risposta esaustiva nei riguardi dell’ emergenza idrica, ci verrebbe ironicamente da dire lavandosene quasi le mani, dimenticando però di ricordare, in primis a sé stesso, che le risposte necessitano sovente di un adeguato riscontro economico.

Ma ad Acri soldi pubblici da investire per la risoluzione di un problema così urgente e sentito sembra che non ve ne siano, mentre troppo spesso per altre situazioni li abbiamo visti frequentemente spendere (o sprecare, a seconda dei punti di vista, fate voi). Tutta la vicenda assume contorni a tratti paradossali, se solo si pensa che Acri, posizionata ad un tiro di schioppo dall’altopiano silano, sia naturalmente ricca di numerose fonti di approvvigionamento idrico, specie se paragonata ad altre realtà limitrofe. Eppure, i cittadini acresi vivono da troppo tempo una condizione di estremo disagio, soprattutto, ma non esclusivamente, nel torrido periodo estivo, in quanto non possono godere di un bene prezioso e vitale, per il quale pagano, ironia della sorte, tributi salati. A distanza temporale di 1491 giorni torniamo a rivendicare, con un pizzico di orgoglio, di aver avuto ragione circa l’ inconsistenza del progetto politico detto del ” Cambiavento”, il quale, partito sulle ali dell’entusiasmo, è miseramente naufragato depauperando ulteriormente il territorio e contribuendo ad abbassare la qualità della vita dei cittadini acresi. E sicuramente non può né deve sorprendere il fatto che la carenza idrica colpisca ugualmente non solo i rubinetti delle nostre abitazioni, ma di riflesso anche le condutture che riforniscono del prezioso liquido i campi degli agricoltori locali, che mai più di oggi anelano di poter ricevere qualche goccia. La vicenda dei terreni della “Montagna di Pietramorella” appare in questo senso esemplificativa.

La comunità paga come sempre il prezzo di scelte sbagliate. Proprio in questa ottica rientra l’ inspiegabile scelta operata dall’ attuale Amministrazione di voler premiare il Consigliere Morrone, il candidato più votato alle scorse consultazioni, è bene rammentarlo, con il conferimento della carica di delegato per le periferie, dal momento che il suo apporto verso le periferie è essenzialmente uguale all’apporto fornito finora verso le aree più centrali, ovvero pressoché nullo. Sul fatto che l’ Amministrazione Capalbo sia una delle peggiori degli ultimi anni e che il Sindaco Capalbo sia il peggior Primo Cittadino che la gloriosa storia di Acri abbia mai avuto, crediamo onestamente che non vi siano più dubbi. Da par nostro, diamo appuntamento ai cittadini con le urne nel 2022, appuntamento al quale gli Innovatori della Politica si faranno trovare pronti, forti di un progetto politico volto al rilancio ed imperniato su tre pilastri centrali: i giovani, le competenze, i territori. In fondo, il primo passo per superare definitivamente il problema della carenza idrica non è poi così difficile da percorrere: basterebbe mandare a casa chi non è riuscito a risolverlo in alcun modo durante tutti questi anni.

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