VitaVizi

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DI FRANCO BIFANO


Secondo voi si può vivere con 285,66 ero mensili? La domanda è retorica, ovviamente! La risposta è scontata: No! Eppure questa è la cifra destinata fino a pochi giorni fa alle persone non autosufficienti; persone, per intenderci, che non possono in alcun modo lavorare.
Adesso la Corte Costituzionale, finalmente, ha stabilito che questa evidente indecenza vìola l’articolo 38 della Costituzione. Quindi, a decorrere dal momento in cui questa sentenza verrà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, dovrebbe essere assicurato agli aventi diritto un assegno da 516,14 euro.
Certo è ancora molto poco, ma almeno è un piccolo segnale che dovrebbe spingere la nostra la classe politica ad intervenire con misure appropriate per adeguare l’assegno al reale costo della vita. Considerato, ad esempio, che chi ha diritto al tanto discusso reddito di cittadinanza incassa intorno alle 800 euro mensili.
Tuttavia, temo che tale adeguamento sia ben lontano dall’essere preso in considerazione. Quindi queste persone già fragili dovranno sopportare ancora a lungo questa palese ingiustizia e sopravvivere con una cifra nei fatti vergognosamente modesta!
D’altra parte, per far fronte e queste “quisquilie” non si ci sono mai risorse sufficienti. Almeno così ci dicono!
Risorse però che, anche se in parte, sarebbero potute arrivare dal taglio dei vitalizi dei parlamentari. E no! Spiacenti, ma quelli invece non si toccano! Lo hanno stabilito di recente i cinque membri (mai termine fu più appropriato) della Commissione contenziosi del Senato. Del resto i nostri instancabili parlamentari, mica possono morire di fame! Men che meno i loro eredi, considerato che il disdicevole privilegio non si estingue con la loro dipartita, ma continua ad essere incassato dai fortunati parenti. Dunque, per la casta e loro affini migliaia di euro mensili sono pochi mentre, come è noto, con 17,20 euro giornaliere i cittadini non autosufficienti possono scialacquare e darsi alla bella vita. Ahimè, così va il mondo alle italiche latitudini!
Appare grottesco che tutti si dicano scandalizzati dalla decisione presa dai 5 “folgorati” (illuminati pare esagerato) deputati a decidere. Persino i Partiti sembrerebbero prenderne le distanze. Eppure, la Commissione è saldamente in mano al centrodestra. Il Presidente infatti è un magistrato esponente di Forza Italia. Due Senatori invece fanno riferimento alla Lega, e gli altri due membri “laici” sono stati nominati da (Santa) Maria Elena Casellati (F.I), donna pia e timorata di Dio. Chissà poi perché alcune donne hanno lo stesso appeal di una melanzana moscia alla griglia!
Pur essendo la lingua italiana ricca di aggettivi, non me ne sovviene nessuno adatto alla circostanza. Solo un “garbato” turpiloquio potrebbe risultare un utile balsamo per lenire l’irritazione procurata da questo indecente vizietto che hanno i nostri politici. Quello cioè di far finta di eliminare un vergognoso privilegio accompagnandolo alla porta, facendolo però rientrare subito dopo dalla finestra. È successo così anche con il finanziamento ai Partiti, apparentemente abolito ma poi semplicemente “trasformato” in rimborso elettorale!

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