Processo Acheruntia, la Dda chiede 5 condanne e diverse assoluzioni – NOMI

Si è conclusa davanti al Tribunale di Cosenza, presieduto da Carmen Ciarcia, la requisitoria del pubblico ministero della Dda di Catanzaro Filomena Aliberti nel processo scaturito dall’inchiesta “Acheruntia”, avviata dalle indagini condotte dall’allora pm Pierpaolo Bruni, oggi procuratore capo a Santa Maria Capua Vetere.

L’inchiesta prese le mosse dal ritrovamento di una bottiglia incendiaria, ritenuto un atto intimidatorio ai danni di un imprenditore edile. L’episodio portò gli investigatori della Direzione distrettuale antimafia a ipotizzare la presenza di collegamenti tra clan cosentini e il territorio di Acri. Nel corso delle indagini furono acquisiti anche verbali di alcuni collaboratori di giustizia.

Al termine della requisitoria, la pm ha chiesto cinque condanne. Per Alfredo Bruno la richiesta è di 6 anni e 8 mesi di reclusione e 1.600 euro di multa, con l’aggravante prevista dall’articolo 416 bis.1 del codice penale. Per Domenico Cappello sono stati chiesti 5 anni e 4 mesi e 900 euro di multa. Per Andrea Cello la richiesta è di 13 anni e 4 mesi e 2.200 euro di multa. La pena più elevata è stata chiesta per Adolfo D’Ambrosio: 21 anni e 4 mesi di reclusione e 7.000 euro di multa. Infine, per Gemma Martorino sono stati chiesti 2 anni di reclusione e 5.000 euro di multa, con esclusione dell’aggravante mafiosa.

La pubblica accusa ha inoltre chiesto numerose declaratorie di prescrizione per singoli capi di imputazione nei confronti di Elio Abbruzzese, Francesco Abbruzzese, Luigi Belsito, Giuseppe Burlato, Franco Caruso, Adolfo D’Ambrosio, Claudio Dolce, Giampaolo Ferraro, Salvatore Gencarelli, Massimo Greco, Giuseppe Perri e Antonio Rosa.

Diverse anche le richieste di assoluzione. Tra queste quella per Luigi Belsito, limitatamente al capo 1, «per non aver commesso il fatto»; per Giuliano Bevilacqua, capo 12; Andrea Cello, capo 21; Giampaolo Ferraro, capo 8 bis, «perché il fatto non sussiste»; Angelo Gencarelli, capi 23 e 30; Salvatore Gencarelli, capi 25 e 27 bis; Massimo Greco, capi 1, 12 e 13; Enzo La Greca, capo 1; Luigi Maiorano, capo 29 ter; Giuseppe Perri, capo 12.

La Dda ha chiesto inoltre l’assoluzione di Michele Trematerra, già assessore regionale all’Agricoltura, per i capi 29 ter e 30. In conclusione, la pm Aliberti ha chiesto la trasmissione degli atti per una possibile ipotesi di falsa testimonianza nei confronti di Giuseppe Le Pera, Carmine Pedace e Giorgio Renne.

Nel collegio difensivo, tra gli altri, figurano gli avvocati Antonio Quintieri, Luca Acciardi, Giuseppe Manna, Andrea Caruso, Gianpiero Calabrese, Franco Sammarco e Anna Spada. Le richieste della pubblica accusa dovranno ora essere valutate dal Tribunale di Cosenza, cui spetterà pronunciarsi sulle posizioni dei singoli imputati.