Il puzzo del malaffare

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Per carità, non possiamo certo essere sorpresi dalle differenze che esistono nella qualità dei servizi tra la sanità del Nord e quella del Sud. Le prestazioni che offre Milano, in termini di efficienza ed efficacia, non sono certo paragonabili a quelli che possiamo trovare a Reggio Calabria. Ne siamo consapevoli da sempre, altrimenti non si spiegherebbe il triste fenomeno dell’emigrazione sanitaria. Quando però questa amara realtà si materializza in tutta la sua evidenza negativa, quando questa ti viene sbattuta in faccia attraverso un documentato servizio televisivo, le cose assumo un’ altra prospettiva!

Magari ci siamo sempre “consolati” pensando che la sanità a Milano fosse più efficiente perché avesse costi più alti. Oggi sappiamo però che non è così. Reggio Calabria in quanto a costi batte di gran lunga Milano! Nell’ASP della città dello Stretto la sanità costa ben ottocento milioni di euro all’anno, quasi il doppio rispetto all’ASP della città lombarda che di milioni ne spende appena quattrocentotrenta pur offrendo il doppio dei posti letto! Uno scandalo!

Reggio costa di più perché ovviamente spende di più. Per la verità il termine “spende” è un parolone, si dovrebbe dire infatti, sperpera, scialacqua, regala. Come? Pagando due, tre volte le stesse fatture o anche retribuendo regolarmente infermieri che sono da anni ospiti delle patrie galere. IL nuovo servizio di Gaetano Pecoraro delle “Jene”, (guarda il video clicca qui ) documenta con immagini inquietanti la differenza che esiste negli interventi del 118 a Milano e a Reggio Calabria. Nella citta del Nord l’organizzazione consente sia la necessaria tempestività negli interventi che la rapidità della diagnosi anche attraverso l’utilizzo di apparecchiature complesse immediatamente disponibili. Questo garantisce la rapidità delle cure e certamente può fare la differenza tra la vita e la morte. A Reggio Calabria, si ha la sensazione di essere su un altro pianeta, nel quale la realtà è fatta di incertezza nei tempi di intervento, di ore di attesa sulla barella, di lunghi spostamenti in vecchie ambulanze spesso non adeguatamente attrezzate, di strumenti diagnostici non funzionanti o mancanti. Un pianeta nel quale tutto sembra essere affidato alla buona sorte, alla volontà e l’impegno degli operatori. Pazzesco! Con quello che la Regione spende, (e la ASP spande) la vita delle persone resta legata ad una sorta di roulette russa, affidata alla fortuna. E pensare che con quella montagna di denaro, dovremmo avere una sanità più che d’eccellenza, quindi con una emigrazione sanitaria al contrario da Nord a Sud. Francamente non capisco come non ci sia neanche un’ondata di indignazione che si riverberi anche attraverso l’informazione, o meglio capisco, ma nonostante tutto non riesco ad adeguarmi! Otto anni di commissariamento per far finta di non vedere lo sperpero che è sotto gli occhi di tutti, in questa nostra terra che profuma di mare e di fiori di campo, ma appestata dall’insopportabile puzzo del malaffare.

 

 

 

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