Acri-Foto Milordo, Capalbo e Mascitti chiedono le dimissioni del consigliere comunale

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Giusto qualche giorno per metabolizzare la situazione e imbastire una risposta. Che quella foto galeotta al voto delle elezioni Provinciali non dovesse pagare un dazio politico sembrava inverosimile. Così, oltre alle prevedibili conseguenze penali, il consigliere di maggioranza Angelo Milordo deve prevedibilmente fronteggiare la pressione politica degli avversari che gli chiedono di dimettersi. Se dall’Udc vi è una assordante afonia, è il Partito Democratico a farsi sentire, in una nota, tramite i due consiglieri comunali Pino Capalbo e Maria Mascitti.
“Nel corso delle ultime elezioni Provinciali – vi si legge -, è dunque accaduto un fatto che dovrebbe generare in tutti noi una diffusa indignazione, certamente ben oltre quella generata dalla incapacità dei nostri amministratori. Sin dal loro insediamento, i novelli Savonarola, si sono preoccupati di ripristinare (a loro dire) la cultura della legalità e della trasparenza del nostro Comune”.
Per circa tre mesi “si sono adoperati affinché venisse rispettato lo statuto del Comune di Acri, dichiarando l’incompatibilità e conseguentemente la decadenza di due consiglieri comunali legittimamente eletti, per poi proseguire nel corso del loro mandato in dure accuse ai precedenti amministratori e a una parte dei consiglieri di minoranza, attraverso una azione di demolizione degli avversari e della loro integrità morale. Oggi però, innanzi ad un fatto di gravità assoluta, non una sola parola di condanna da parte del nostro sindaco e dei consiglieri di maggioranza.
Per rispetto? Per paura delle conseguenze in seno alla maggioranza? Per inesausta tendenza all’autoconservazione delle cariche politiche?
Evidentemente – proseguono Pino Capalbo e Maria Mascitti -, per loro è assolutamente normale che un rappresentante delle istituzioni si rechi in cabina elettorale e fotografi il proprio voto. Probabilmente sarà stata una foto ricordo, per fermare il tempo e immortalare questo solenne momento. Noi invece potremmo dire che in realtà è stato, con molta probabilità, il maldestro tentativo di attestare la preferenza espressa in favore di Luca Morrone”.
Per i due consiglieri comunali, “al di là delle conseguenze giudiziarie, sulle quali non ci soffermiamo in quanto sarà la magistratura competente ad occuparsi del caso di specie, si tratta, a nostro parere, di una caduta di stile che mette in discussione la deontologia politica del consigliere Milordo e che mina finanche la sua credibilità come rappresentante delle nostre istituzioni. Siamo certi, però, che la diffusa indignazione che pervade la nostra comunità, alla fine riaccenderà un sussulto di dignità nel nostro sindaco, cultore della legalità e della trasparenza, il quale chiederà immediatamente le dimissioni del nostro consigliere fotografo. A questo suo auspicato gesto, daremo con piacere il giusto e pubblico nostro apprezzamento. Intanto – conclude la nota -, essendo per natura diffidenti, lo anticipiamo chiedendo immediatamente le irrevocabili dimissioni di Angelo Milordo.
In un periodo come quello che viviamo, in cui la questione morale è sempre più attuale, non possiamo permetterci che le istituzioni cittadine siano minimamente scalfite da chi, purtroppo, si è rivelato indegno di rappresentarle”.
Da “Il Quotidiano del Sud” del 02-02-2017 Piero Cirino

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