• 2 Marzo 2021 15:09

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di Franco Bifano

Se ancora qualcuno nutriva dubbi su come siamo messi in Calabria, questo ridicolo balletto della nomina del Commissario alla sanità, durato fino l’altro ieri sera, li ha fugati tutti. Da questa tristissima vicenda non ne esce bene persino Conte, che pure considero comunque il più brillante e serio Presidente del Consiglio degli ultimi venticinque anni. In un contesto così complicato avrebbe già da tempo dovuto prendere in mano la situazione e “imporre” un uomo capace, competente, possibilmente svicolato dalla politica e comunque in grado di fare miracoli. In fondo, la sanità calabra è di un intervento divino che avrebbe bisogno!


Detto questo, se a livello nazionale siamo arrivati alla farsa, nelle questioni locali cambia il palcoscenico ma il livello dello spettacolo in tema sanitario rimane simile.
Neanche il tempo di accogliere con soddisfazione la notizia che il nostro presidio ospedaliero era stato inserito nella rete COVID, che il consigliere regionale Aieta metteva nero su bianco che erano in corso trasferimenti di personale già operate nel presidio di Acri, in altra struttura (sic!), facendo quindi presagire una possibile ennesima beffa.
Nel tardo pomeriggio di ieri invece c’è stato un incontro presso l’Ospedale cittadino tra il Commissario della ASP, Dottoressa Bettelini al termine del quale è arrivata la conferma che il “Beato Angelo” avrà 16 posti letto per pazienti post-acuti.


È un buon risultato, se si tiene solo conto delle dichiarazioni di Aieta. Tuttavia, non credo fosse quello auspicato in partenza, e non solo da parte dall’Amministrazione Comunale. Si sperava in qualcosa di diverso. Almeno in un reparto di terapia sub-intensiva. Per questo in un intervista trasmessa sulla pagina social di Acrinrete con protagonisti il Primo Cittadino e il Direttore Sanitario, sia pure in collegamento da remoto ho chiesto lumi (vedi filmato).


La risposta del Sindaco è stata sorprendente: “per spingere per un reparto di sub-intensiva bisogna avere l’anestesista, che come ho anticipato prima, eravamo riusciti ad ottenete attraverso il personale in quiescenza e poi per una serie di motivi, nonostante il contratto sia stato sottoscritto solo per Acri, gli anestesisti che erano tre non sono andati né ad Acri né a Trebisacce”. Ma allora se il problema è questo, in una situazione di emergenza come l’attuale, non era forse arrivato il momento di pretendere il rispetto del contratto, esigere quindi l’arrivo dell’anestesista e dell’apertura del reparto?


Le risorse economiche oggi disponibili, sono molte e tutte dedicate ai reparti COVID. Intanto, ottenere un reparto di sub-intensiva poteva e doveva essere propedeutico per un possibile reparto di terapia intensiva post-COVID. Questo, in prospettiva di un successivo quanto auspicato rilancio della chirurgia. Non è forse a quello che bisognerebbe decisamente puntare per la nostra comunità e il vasto compresorio? Senza contare che questa opzione, con molte probabilità, consentiva di accedere a risorse, non solo economiche, molto più cospicue di quelle previste per un reparto di pazienti post-acuti.
Sull’allocazione del reparto COVID nel reparto di chirurgia, al momento non ho elementi sufficienti per una oggettiva valutazione. Vedremo.
Ad ogni modo, sul tema sono arrivate in appena di 48 ore nelle redazioni delle testate giornalistiche locali e non, le dichiarazioni di altri tre consiglieri regionali. Troppa grazia, considerando l’imbarazzante silenzio di questi ultimi anni! È evidente che tutti stanno “scalpitando” in vista delle prossime elezioni regionali.


A proposito di elezioni, a parte l’approvazione in tempi record di una vergognosa legge che permetteva di portare a casa il vitalizio anche con soli pochi mesi di legislatura, il recente arresto del Presidente del Consiglio Regionale Tallini, le pietose condizioni in cui versa la sanità e le dichiarazioni di un personaggio pittoresco come Spirlì, vi viene in mente un valido motivo per il quale dovremmo andare a votare per l’attuale classe politica? A me risulta difficile.
Tuttavia, sarebbe ora di scrollarci di dosso queste pesanti macerie, sedimentate da anni. Ritengo siano il frutto avvelenato di una politica, incapace, affarista e corrotta.


Abbiamo una occasione che andrebbe colta poiché propizia per dimostrare in primis a noi stessi, e poi tutti quelli oggi ci deridono in Italia, che siamo in grado di cambiare e voltare pagina; che siamo pronti a mettere in un angolo la ‘ndrangheta, anche grazie al prezioso lavoro di Magistrati come Gratteri; che siamo pronti come l’araba Fenice a rinascere, prendendo le distanze dal vecchio mascherato da nuovo, per diventare finalmente protagonisti del nostro destino e del futuro dei nostri figli.


Dite che sto sognando? Forse è vero. Allora, per favore, non svegliatemi! Almeno fino termine delle prossime elezioni.

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