Protestano i Precari del Comune

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Anche ad Acri, così come in tutti i Comuni della Regione, è scattata la protesta dei lavoratori precari Lsu, Lpu e quelli dell’ex articolo 7.
Nel centro presilano è iniziata ieri, considerato che mercoledì scorso coincideva con la festa patronale.
Si tratta di 230 lavoratori, cioè circa la metà della pianta organica del Comune. Ieri molti servizi sono stati bloccati e questo la dice lunga sulla necessità di questa forza lavoro. Senza di loro il Comune non funziona o funziona poco.
L’astensione dal lavoro di Lsu, Lpu ed ex articolo 7 è coincisa, solo per fare un esempio, con la mancata raccolta dei rifiuti, quindi con i cassonetti pieni.
Ieri mattina si sono dati appuntamento nell’area antistante l’ingresso del Municipio, con i sindacati Cgil, Cisl e Uil.
E’ solo l’inizio di una protesta a oltranza che nei prossimi giorni, unita a quella degli altri centri della provincia, potrebbe sfociare in azioni eclatanti.
Questi lavoratori del bacino storico istituzionalizzato calabrese chiedono intanto alla Regione di prevedere, in fase di variazione di bilancio, la copertura finanziaria degli ultimi mesi dell’anno. Senza non potranno essere retribuiti per i mesi da settembre a dicembre.
C’è poi la questione della stabilizzazione: sono lavoratori precari praticamente da sempre, con tutto ciò che questo significa, in termini contributivi come assenza di prospettiva.
“Occorre riavviare – hanno scritto i sindacati della Triplice in una nota – i processi di stabilizzazione per ottenere il riconoscimento previdenziale, garantire la copertura economica necessaria al pagamento di sussidi e integrazioni fino al 31 dicembre 2013, prendere atto della storicizzazione della spesa, orma ultra quindicennale, e quindi prevedere le risorse necessarie già in sede di bilancio di previsione, superando il carattere transitorio della legge 10 del 2013”.
I sindacati ritengono “che la legge di stabilità sia un passaggio fondamentale al fine di affrontare e superare lo stato di precarietà nella pubblica amministrazione e per questo deve coinvolgere necessariamente interventi di stabilizzazione del precariato storico pubblico, che includa anche gli oltre cinquemila Lsu e Lpu calabresi, sapendo che occorreranno deroghe nazionali e volontà politiche per superare i paletti del blocco del turn over e dei patti di stabilità”.

Piero Cirino
Da “Il Quotidiano della Calabria” dell’01-11-2013.

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