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Nel centenario di Old Calabria (1915-2015)

di Associazione Acri Antica Pandosia

“Giunsi ad Acri dopo circa due ore e mezzo di cammino. Sorge in posizione che definirei «teatrale» e vanta un albergo. Tuttavia, il suo proprietario essendomi stato descritto come «il peggior brigante della Sila», preferii cercar ristoro in una piccola trattoria, dove l’ ostessa mi cucinò un ottimo pasto e mi servì un vino migliore di quanto non avessi bevuto da lungo tempo. Nelle classi superiori, le donne di questa zona sono in genere più intelligenti e civilizzate di quelle della provincia napoletana: ciò è dovuto sia alla loro severa educazione patriarcale, sia al fatto di possedere dei mariti dotati di un sano buon senso… Acri è una grossa borgata, la cui aria di prosperità contrasta coll’ indolente decadenza di San Demetrio; vi fiorisce l’ allevamento del baco da seta e l’ emigrazione in America è così intensa che quasi tutti gli uomini ai quali rivolsi la parola mi risposero in inglese. Nuove case sorgono in tutte le direzioni e il luogo è famoso per i suoi ricchi cittadini… Da tre o quattrocento metri di altezza avevo visto il Mucone o Acheronte, schiumeggiare rabbioso nelle sua stretta valle…
Sulle sue rive, in un punto imprecisato sopra Acri, si ergeva un tempo, secondo le minuziose
 ricerche di Lenormant, la città di Pandosia. Non so se, dopo la morte dello studioso, nuove ricerche siano riuscite a determinarne l’ esatta ubicazione. Era una città «molto forte» e ricca, che raggiunse il culmine della sua prosperità nel quarto secolo prima di Cristo. Su alcune sue monete era raffigurato il dio Pan (assai appropriato, dati i dintorni silvani); altre recavano l’ effigie della ninfa Pandosia col suo nome e quella del fiume Crati sotto le spoglie di un giovane pastore.
Tristemente noto come torrente feroce e crudele, il Mucone merita ancor oggi la sua barbara fama. Mi dicono che le sue acque furibonde divorino una ventina di persone all’ anno: mangia venti cristiani all’ anno! Fa quindi concorrenza all’ Amendolea nei presi di Reggio. Ma nessuna delle vittime ha mai raggiunto la celebrità di Alessandro il Molosso, re dell’ Epiro, che perì sotto le mura di Pandosia nel 326 a.C. durante un attacco contro i lucani”( Old Calabria, Londra 1915)

Così si esprimeva in alcuni passi il mitico  e appassionato viaggiatore del gran tour Norman Douglas nella sua originale e suggestiva  OLD CALABRIA pubblicata a Londra nel 1915.  Un quadro della terra calabra dipinto da un osservatore acuto, che spazia tra lo storico, il giornalista, l’antropologo, il cronista e  rimane un’opera fondamentale, una sorta di  reportage sul nostro stato sociale e culturale del primo novecento, sulla bellezza e il fascino struggente della natura e del paesaggio.  In occasione del Centenario di pubblicazione dell’opera che affidò alla memoria storica della letteratura mondiale Acri, il Mucone e la Sila, l’Amministrazione Comunale e l’Associazione Acri Antica Pandosia ricordano l’evento con un’epigrafe nel centro storico. L’inaugurazione pubblica avverrà sabato 19 dicembre 2015 alle ore 11.00 nella piazzetta antistante le antica mura del Castello, che  dagli acritani è chiamata ancora Coraca, inconfondibile toponimo greco, luogo ove- ci piace pensare-  l’autore si fermò ad ammirare “il  Mucone o Acheronte schiumeggiare rabbioso nella sua stretta valle” pensando alla storia antica della nostra città. Old Calabria  è giudicato uno dei migliori libri di viaggio sulla Calabria. L’autore vi  ripercorre l’itinerario, da Lucera a Crotone, descritto in due precedenti reportage di viaggioLa Grande Grèce dell’archeologo francese François Lenormant e Sulla riva dello Jonio (By the Ionian Sea) dell’inglese George Gissing. Il fascino  di questo tour continua dopo un secolo a generare nuove costruzioni di  umanità e di crescita  culturale. Il regista Renato Guzzardi, insigne docente dell’Università della Calabria, ha dedicato all’opera ‘Old Calabria’ il film ‘Il ritorno di Norman’, realizzato in massima parte a San Demetrio Corone, in provincia di Cosenza.
Il film, racconta il ritorno di Norman Douglas, negli stessi luoghi ma cento anni dopo. E lo scrittore Francesco Bevilacqua, lo sciamano culturale della Calabria, ha affidato alla letteratura uno dei suoi capolavori ” Sulle tracce di Norman Douglas” dove  l’estatico escursionista e  narratore  cerca, nello stesso tempo, lo spirito di Douglas e il genio dei luoghi sulle montagne  e sui sentieri della natura calabra, ripercorrendo il cammino di Norman. Le associazioni, la cittadinanza, le agenzie culturali sono invitate a partecipare a questo evento, che sicuramente insieme a tanti altri, contribuisce a rivitalizzare l’identità del presente, nutrendola di antiche suggestioni, e ad affidare al futuro  luoghi  di imperitura memoria.

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