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di Innovatori della politica

Decorsi ormai dieci mesi dall’insediamento dell’amministrazione Capalbo, ci sentiamo in dovere di effettuare un parziale bilancio dell’operato del Sindaco e della sua Giunta; bilancio che in verità appare non troppo lusinghiero. Possiamo  infatti affermare, con l’ assoluta certezza di non poter essere smentiti, che l’ ambizioso programma con cui il futuro sindaco si presentava ai suoi concittadini, nella scorsa campagna elettorale, è stato già in gran parte disatteso. L’ istituzione dell’ufficio legale, uno dei fiori all’occhiello dello stesso programma, può essere considerata come la prima promessa, improvvisamente, tradita. Suscitano quantomeno stupore le parole del sindaco il quale, testualmente, così affermava in uno scorso Consiglio Comunale : ”Faremo l’ufficio legale. Noi ci stiamo ragionando;se fare l’ufficio legale comporta un aggravio di spese non lo faremo. Il programma del sindaco viene rivisto anche alla luce di quella che è la situazione economica di cui ho preso contezza nel momento in cui c’è stato il passaggio di consegne”. Da ciò si  deduce che il Sindaco non avesse contezza della situazione economica dell’Ente pur essendo stato, per  tanti anni, un consigliere d’ opposizione. Il che appare ovviamente assurdo! Ed allora non comprendiamo per quale motivo promettere l’Ufficio Legale, dinnanzi gli elettori, senza sapere prima se questo comportasse, effettivamente, un aggravio oppure un risparmio di spese per l’ente. Questa condizione di dissesto economico, che viene sbandierata  costantemente dall’attuale gruppo di maggioranza, sembra più che altro uno scudo levato per proteggersi ogni qualvolta una parte del programma non viene realizzata o meglio ancora, una coperta da sbandierare ad ogni incontro programmato (ormai solo nei bar e senza contraddittorio), ed utile per ripararsi la testa al piovere delle prime critiche. Per non parlare dell’assurdo balletto di potenziali internalizzazioni dei servizi che in realtà sono rimaste e forse rimarranno esternalizzazioni a tutti gli effetti, ovviamente, con buona pace del programma e delle promesse primaverili. Talvolta, per ottenere risultati concreti bisogna attuare interventi incisivi o, per usare un termine abusato, impopolari: procedere alla riscossione dei tributi mai versati per i servizi erogati in passato, concedendo rateizzazioni alle famiglie più indigenti, inasprire le sanzioni pecuniarie nei confronti di chi viola il codice della strada, (parcheggiando in doppia fila e superando, troppo spesso, i limiti di velocità previsti), sanzionare chi inquina l’ambiente, ottimizzare le risorse umane a disposizione accrescendo la produttività e riducendo gli sprechi. Fare cassa, educando gli incivili, è il metodo migliore utilizzato da tutti i comuni d’Italia per uscire dalle difficoltà economiche. Ci sembra di ricordare che in uno degli scorsi consigli comunali, i quali tra l’altro vengono convocati con il contagocce forse per curare la miopia di un’opposizione oramai inesistente (oppure per qualche altro motivo che ci piacerebbe sapere), si era parlato di una somma, pari all’importo di 258 mila euro, richiesta sotto forma di finanziamento per il rifacimento del manto stradale delle strade interpoderali del nostro territorio. Ad oggi, non abbiamo capito che fine abbia fatto quel finanziamento. Di fatto restano solo le buche ed i crateri che oggi sono costretti a schivare i conducenti delle autovetture senza dimenticare che,  la strada disconnessa, rappresenta spesso un rischio per l’incolumità degli stessi automobilisti e delle loro tasche. Purtroppo, dobbiamo ancora una volta segnalare che in molte aree del comprensorio resta il problema della mancanza di illuminazione pubblica che, oltre a rendere difficoltosa l’attività lavorativa dei commercianti, i cui negozi si affacciano su strade sempre più buie, costituisce una grave minaccia per l’incolumità dei pedoni. Commercianti che paradossalmente potrebbero essere ulteriormente penalizzati dalla paventata riapertura al traffico veicolare su corso Sandro Pertini, argomento trattato nell’ ultimo civico consesso. Logica vorrebbe però che questa decisione venisse concordata in primo luogo con i residenti ed i commercianti della zona e non a tavolino senza che questi siano direttamente interpellati. Inoltre esprimiamo il nostro disaccordo circa la possibilità di introdurre le famose strisce blu nei pressi di esercizi commerciali o uffici pubblici poiché misura penalizzante per le attività commerciali stesse. Sul modello di altre realtà cittadine, potrebbe invece trovare maggiore utilità l’applicazione del parcheggio ad ore; concedendo ai cittadini di poter usufruire gratuitamente dei parcheggi, a patto che essi lo facciano solo per il tempo strettamente necessario a svolgere le loro attività, e confidando che vengano sanzionati indistintamente eventuali abusi.

In tutto questo grigiore emergono, tuttavia, alcuni sporadici spiragli di luce: la nascita del Caffè Letterario,                 un’ iniziativa culturale di elevato spessore ma che, forse, s’ innesta in un periodo storico in cui i cittadini attendono che si risolvano questioni ritenute fin troppo prioritarie; cosi come apprezzabile appare lo sforzo tendente alla bonifica di alcuni siti che erano stati invasi da rifiuti di ogni genere. Confidiamo che a quest’ultima iniziativa, seppur lodevole, si affianchi una sempre maggiore opera di monitoraggio e controllo del territorio, repressiva e sanzionatoria, al fine di evitare che i siti riqualificati oggi, domani ridiventino nuovamente discariche a cielo aperto, anche attraverso una più attiva presenza degli agenti della polizia municipale. Infine, provvediamo a segnalare una curiosità che non sarà sfuggita a molti nostri concittadini soprattutto sangiacomesi, i quali avranno certamente notato la rumorosa assenza del primo cittadino durante la sfilata dei carri allegorici che, come ogni anno, si è tenuta per le arterie principali del centro abitato di San Giacomo d’Acri. Dispiace che una manifestazione così seguita e vissuta non si sia potuta fregiare della partecipazione istituzionale del Sindaco, a meno che egli stesso non si sia travestito così bene da riuscire a passare inosservato agli occhi della gente, senza venir riconosciuto. Magari l’assenza trova giustificazione nel fatto che il sindaco fosse impegnato, anima e corpo, nella risoluzione del problema idrico. L’estate sta  tornando e con essa la speranza che nella bella stagione l’acqua possa fluire dai rubinetti delle nostre abitazioni con regolarità. D’altronde. le iniziative in tal senso come mappatura della rete idrica, controllo della piombatura sui contatori , potenziale ricerca di sorgenti alternative, eventuale utilizzo del colorante alimentare per evitare “furti d’acqua”, di cui tanto si è parlato in passato, non saranno sfuggite all’attenzione della giunta comunale. Anche perché, in caso contrario, per tutti noi si profilerebbero ancora… tempi ACRI.

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