Opinione: Polemiche e vecchi merletti

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Mia nonna (santa donna!), quando aspettava ospiti andava sempre a cercare nel baule dentro il quale conservava le cose “per le occasioni”, quelle che in circostanze speciali le consentivano di rendere più bella e ordinata la casa, di fare quindi bella figura.
Leggendo la nota che il Presidente del Consiglio Comunale, politico di vecchia scuola, ha diffuso a mezzo stampa, ho avuto la sensazione che si sia comportato, per l’occasione, proprio come mia nonna. In sostanza, ha tentato di tirar fuori la “biancheria migliore”, rispolverando alcune frasi a effetto del tutto simili ai merletti inamidati della nonna.
La differenza, a mio avviso, sta nella finalità che non è certo quella di accogliere gli ospiti, ma piuttosto di partire decisamente all’attacco.
“Acri è una città civile e democratica” ha tuonato, “Acri si è sempre distinta per essere non solo una città civile ed accogliente ma anche rispettosa delle regole”.(Az..!)
Temo che il Presidente, preso dall’impeto, abbia sbagliato baule e piuttosto che prendere il corredo nuovo, si sia ritrovato in mano delle vecchie mutande, per giunta, usate. Le frasi di cui sopra sono,infatti, ormai logore e, soprattutto valide per quasi qualsiasi città. Mi spiego meglio: se sostituissimo, ad esempio, a tali affermazioni il nome della città (Acri) con Cosenza o Bisignano cambierebbe qualcosa? No,appunto. Sono quelle frasi, chiamiamole “bollino”, quelle che si appiccicano al bisogno, ad ogni città per decantarne le virtù. Un po’ come succede alle banane, soggette al bollino, per motivi pubblicitari.
Nella nota, tra le altre cose, si sostiene anche che piccoli disservizi non possono ledere l’immagine della città. Giustissimo, basta mettersi d’accordo però su cosa s’intende per piccoli disservizi! Ad esempio,se attraversando un quartiere di notte si trovano due lampioni spenti, si può certo considerare questo un piccolo disservizio. Se invece per anni gli stessi quartieri sono lasciati per lunghi periodi al buio, si può affermare che sia la stessa cosa? Non credo. Se un qualsiasi ufficio non può rilasciare un documento perché la stampante è momentaneamente non funzionante, rientra anche questo nella categoria dei piccoli disservizi. Invece, se non è possibile avere il documento in questione per intere settimane, perché il programma di riferimento “Andromeda” è “fuori controllo”, non mi sembra sia la stessa cosa!
E’ chiaro, Francesco Spina ha ragione nell’affermare che si preferisce negare l’evidenza ancora una volta e sferrare l’ennesimo attacco personale a chi dimostra di non aver paura di esprimere le proprie opinioni, considerate non in linea con l’andazzo imposto. Non è la prima volta che succede, abbiamo tanti esempi. All’occorrenza, se ne può parlare. Per quanto mi riguarda, si scomodò addirittura “il parafulmine dell’Amministrazione”. Insomma, roba forte! La questione non ha avuto ancora un suo naturale epilogo, forse per colpa di mia nonna che mi ha insegnato ad essere paziente.

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