Opinione: Per il mio amico Salvatore

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di Franco Bifano

Oggi (ieri per chi legge), aprendo il telefono (ormai resta quasi sempre acceso) puntualmente sono stato informato delle “notifiche” che nel periodo di inattività mi sono state recapitate. Tra le tante, quella che ha attirato subito la mia attenzione è stato un post del mio amico Salvatore, il quale Parlando del primo maggio faceva gli auguri a tutti , proprio lui che al momento non ha un lavoro stabile.
Mi viene da pensare che anche quest’anno i nostri politici si riempiranno la bocca del solito linguaggio intriso di retorica. Fateci caso, l’eccesso di retorica viene tradito da quel filetto di bava che spesso si intravede uscire dalle loro labbra. No, non lasciatevi ingannare, non è dovuto all’eccessiva passione con la quale affrontano l’argomento. Tutt’altro! Invece è la naturale reazione del loro cervello, evidentemente anche esso stanco di dover propinare la solita tiritera ogni anno. Un “minestrone” che, di volta in volta, viene sapientemente rinnovato con l’aggiunta di qualche nuova “spezia” e riscaldato per essere poi servito, con rinnovato slancio, ai lavoratori nel giorno della loro festa.
Salvatore stamattina non usa termini ridondanti, del resto non è un politico. Egli conosce bene le difficoltà con le quali è costretto a misurarsi quotidianamente, sa quindi esattamente di cosa parla. Quello che comunica è in effetti schietto,diretto e vero come lui è. Parlando della mancanza di lavoro scrive: “Voglio fare gli auguri a tutti quelli che la mattina si fanno il segno della croce ma si sentono in croce, ma il lavoro non ce lo hanno” …“nonostante tutto sorridono” e aggiungeanche quando non sanno darsi pace perché fanno fatica a rispondere alle domande dei propri figli che fanno domande alle quali è difficile rispondere. Salvatore, apprezza l’impegno di tutti e non è tipo da sottovalutare il prezioso lavoro delle donne , dice infatti, “ Madri che un lavoro non ce lo hanno e lavorano per due in casa” …. “con la mente per far quadrare i conti e tenere unita la famiglia.” Un compito per il quale alcune donne meriterebbero, secondo me, la laurea “honoris causa”!
Parlare di lavoro è difficile, oggi più che mai . E’ come trovarsi disarmati davanti ad un nemico meglio equipaggiato e pronto a sparare. Insomma, in una situazione quasi senza speranza. Chi ci governa ha il compito difficile quanto delicato di creare occasioni di lavoro. Molto spesso i bravi politici ci riescono e le cose vanno meglio per tutti. Quando invece le occasioni li creano quei “politici” meno bravi le cose si complicano perché quasi sempre l’occasione creata contiene già, a priori, il nome e l’indirizzo del fortunato destinatario.

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