OPINIONE : Cartelle pazze e presunti evasori

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Di Franco Bifano

Mai, come in questo periodo, noi cittadini acresi abbiamo la sensazione di essere letteralmente inseguiti dalle cartelle dei tributi (acqua e spazzatura). Una sensazione, sgradevole, appena mitigata dalla consapevolezza di essere in tanti a condividere questa, chiamiamola così, (dis) avventura.
A sentire alcuni si tratta di cartelle “pazze”, ovvero sfuggite al controllo degli operatori, che adesso “vagano” per le vie della città con tutto il loro gravoso carico di euro da pagare. Cartelle che, come anime perse, sono alla ricerca della povera “vittima” indicata nell’indirizzo, una volta localizzatala non le lasciano scampo, braccandola senza pietà.
Pare ci sia gente terrorizzata che da mesi dorme dai vicini pur di sfuggire alla terribile notifica. Del resto è comprensibile, le cifre da pagare sono in alcuni casi pazzesche, inaccettabili 2.000, 5.000, 12.000 addirittura 22.000 euro. Roba forte insomma, roba da far prendere 30 gocce della vecchia “coramina”, per chi non sopporta le forti emozioni.
Io sono, pensate, tra i “fortunati” ai quali hanno notificato, tra le varie bollette, anche un presunto mancato pagamento riferito all’anno 2011 (che culo!). Fortunatamente ho trovato la ricevuta del pagamento fatto all’epoca ad Equitalia (nota società di beneficenza), incaricata in quell’anno dall’Ente della riscossione dei tributi. Ricevuta alla mano, mi reco presso l’ufficio comunale preposto; mi informano, con cortesia, che la cartella è stata nel frattempo “iscritta a ruolo”, sarà quindi (udite,udite !) Equitalia (la stessa che da 3 anni ha già incassato i miei soldi) che mi manderà un’altra bella ingiunzione di pagamento. Certo, essere un cliente “privilegiato”di Equitalia, non lo nascondo, mi fa piacere (posso solo immaginare la vostra l’invidia!): Nel frattempo però mi hanno notificato un altro presunto mancato pagamento ( in questo caso anno 2009). Adesso, si esagera e mi pare troppa grazia! Intanto, mi chiedo: i miei soldi del 2011 che fine hanno fatto? Chi li ha incassati?
In attesa di risposte, ipotizzo che deve pur esistere qualche difesa contro queste cartelle, pazze o meno che siano. Per la TARI, ad esempio, il tributo dei rifiuti i riferimenti arrivano dalla Legge finanziaria 2012 che recita “La tassa dovuta è inoltre ridotta per un massimo del 20% della tariffa nei casi di mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti per qualsiasi motivazione, compreso motivi sindacali (scioperi) o impedimenti organizzativi, quando l’autorità sanitaria locale riconosca una situazione dannosa o di pericolo per le persone o l’ambiente“. Quindi se il servizio non è stato garantito il tributo deve, di necessità, essere ridotto del 20%. Se ci fossero dubbi che il servizio di nettezza urbana non sia stato svolto regolarmente sul nostro territorio, vi propongo una serie di foto eloquenti. Però, per ottenere lo sconto si potrebbe obiettare che manca un presupposto importante: l’intervento della ASL che avrebbe dovuto certificare l’esistenza di pericoli per l’ambiente e le persone. A parte il fatto che davanti a quei cumuli di spazzatura, è davvero singolare che magari sia mancato proprio l’intervento di quest’ultima, (a meno che non intervenga solo in casi di colera, peste bubbonica diffusa o di un ritorno della spagnola) c’e’ stato comunque (per fortuna) un intervento ancora più autorevole, rispetto a quello della Asl. L’intervento del Sindaco in persona, come responsabile diretto della salute di tutti i cittadini che in data 28/10/2014 spediva un fax al Prefetto ed ai responsabili regionali nel quale si chiedeva un immediato intervento per la risoluzione del gravissimo problema del mancato conferimento che sta arrecando enormi danni all’ambiente, alla salute dei cittadini e all’immagine della città”. Addirittura! Sulla scorta di questo ritengo, quindi, che esistano i presupposti per una eventuale azione davanti ad un Giudice. Se qualcuno dovesse avere l’ardire di obiettare che il Comune non poteva garantire il servizio perché era sospeso il conferimento nelle discariche dalla Regione, mi limito in questa sede ad osservare che questo obiezione comunque la si guardi non sta in piedi. Un motivo su tutti: il rapporto tra enti, Comune e Regione, non può doppiamente gravare sulle tasche del cittadino e sulla sua salute.

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