OPINIONE: ALCUNI PUNTINI SULLE I

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di Rosaria Arena

In qualità di responsabile del plesso di Duglia, mi sento in dovere di focalizzare l’attenzione su alcune tematiche specifiche che, durante l’incontro con l’amministrazione comunale tenutosi presso il Ristorante “L’Amicone” di Duglia il 16/11, sono emerse solo in maniera superficiale e non sono state trattate e discusse con la dovuta attenzione.

La discussione è stata animata e sentita, come è giusto che sia quando si parla del futuro di una scuola storica, ma l’eccessiva tensione ha pregiudicato lo svolgimento della stessa. Infatti, con un po’ di rammarico, mi sento di dire che non c’è stata la possibilità di fare emergere con chiarezza i punti di vista sulla questione e di creare una dialettica costruttiva. Le tematiche da discutere erano tante e importanti, alcune di queste  mi premevano particolarmente in quanto insegnante e cittadina della frazione in cui sono nata, in cui ho vissuto per gran parte della mia vita e in cui ho fatto crescere i miei figli; proprio per l’amore profondo verso le mie origini, sin da quando ho preso servizio nella scuola più di venti anni fa, ho sempre lottato e sempre lotterò per mantenere aperto il plesso e garantire una didattica e un’esperienza di qualità a chi si iscrive alla scuola “Duglia”, indipendentemente da dove esso sia ubicata.

E’ evidente che negli ultimi anni, il plesso di Duglia abbia subito un calo degli iscritti per varie motivazioni. Senza dubbio influisce il netto calo demografico che ha interessato il paese e la stessa frazione, il declino culturale ed economico che affrontiamo da anni, la mancanza di una visione coerente da parte degli amministratori che si sono succeduti;  la carenza delle strutture del plesso, il numero esiguo degli alunni. E’ altrettanto vero che   alcuni degli abitanti di Duglia hanno preferito iscrivere i figli altrove, per poi fare gli indignati e i tifosi: il classico esempio del “predicare bene, razzolare male”.

Non tutti i presenti all’incontro dell’altra sera possono dire di aver profuso l’impegno che le maestre hanno garantito in questi lunghi anni affinché questa scuola fosse al passo coi tempi e affinché i piccoli alunni s’iscrivessero a Duglia: le amministrazioni cambiano e, a seconda delle convenienze e degli interessi politici prendono posizione, mentre c’è chi lavora quotidianamente sotto traccia senza ricercare applausi o facili accondiscendenze.

Tutti conveniamo sull’importanza che può avere una scuola radicata su un piccolo territorio, soprattutto quando esso rimane l’unico centro di aggregazione, l’unico segno tangibile del settore pubblico, ma, allo stesso tempo, essa non basta se non c’è un’idea sul modello di sviluppo che si vuole adottare per Duglia.

Sarebbe stato opportuno che un tale ardore, riguardo la proposta di molti dei presenti, fosse emerso già da tempo: per esempio quando siamo stati costretti a trasferirci dalle nostra aule a dei veri e propri sgabuzzini, causando disagi a maestre, collaboratrici e bambini, in pochi hanno proferito parola, in pochi si sono esposti per garantire il diritto allo studio a tutti i piccoli alunni.

 

Ora sembra che si debba discutere solamente sulla collocazione della struttura: ma non è questo il punto nevralgico. L’ubicazione della scuola è senza dubbio importante, ma fondamentale è garantire una didattica di qualità, dove i bambini possano avere sufficiente spazio e un’adeguata strumentazione per le attività quotidiane, dove ci sia una ripartizione equa dei fondi, dove non esistano i cosiddetti “gruppi pluriclasse”, dove non esistano scuole di serie A e scuole di serie B.

Non ho posizioni da difendere o interessi particolari da tutelare: l’ho fatto, lo faccio e sempre lo faro’, perché i miei alunni mi danno la forza per superare tutti gli ostacoli.

 

 

 

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