MUSICA: In arrivo il primo EP de I Moti Rivoluzionari

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In attesa di ascoltare il loro primo EP, I Moti Rivoluzionari ci accompagnano, con il pezzo di lancio “Messaggio in bottiglia”, in un immaginario e simbolico viaggio dall’evasione alla presa di coscienza. Spiccate sonorità balcaniche riescono a condurre chi ascolta su quella metaforica ”isola perduta”, già più volte evocata in letteratura, basti pensare a Daniel Defoe e al suo Robinson Crusoe o, ancor di più, ad Aldous Huxley.

Il motivo conduttore sta tutto nella ricerca di un’armonia, individuale e sociale, per la quale ciascuno possa sentirsi libero di esprimere se stesso e, al contempo, parte di una comunità che persegua il proprio benessere e sviluppo, rifuggendo da ogni autoritarismo. Ma, si sa, la costruzione di una società implica dei compromessi necessari al suo mantenimento. Così, gradualmente, la figura utopica dell’individuo capace di autogovernarsi in una forma di felice e pacifica convivenza, cede il posto all’homo oeconomicus, che concepisce l’intera umanità come strumento per raggiungere l’unico scopo che lo muove: l’accrescimento del proprio potere. Tale umanità ci viene descritta come, ormai, tanto rassegnata alla condizione di asservimento e oppressione in cui si trova, da essere incapace persino di prenderne consapevolezza. E ci assomiglia sempre di più. Torniamo, dunque, ad Huxley e alle sue profetiche parole:

“Ci sarà, in una delle prossime generazioni, un metodo farmacologico per far amare alle persone la loro condizione di servi e quindi produrre dittature, come dire, senza lacrime; una sorta di campo di concentramento indolore per intere società in cui le persone saranno private di fatto delle loro libertà, ma ne saranno piuttosto felici, in quanto verranno sviati dalla volontà di ribellarsi per mezzo della propaganda o del lavaggio del cervello […]”.

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