La terza volta

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di Franco Bifano

La serata è fredda, del resto è in linea con le temperature della nostra città, ammantata di neve da una settimana. Entrare in un ambiente caldo e accogliente, come quello che offre la Caffetteria “Callipo”, è anche per questo davvero piacevole. Nello spazio riservato a “Cine Book Food” è rimasto ancora qualche posto libero. In verità, un pochino più defilato rispetto a quelli “centrali” ma, in compenso, vicinissimo ai posti dove siederanno i protagonisti che daranno vita al secondo appuntamento di questo segmento del più noto Format “Cineincontriamoci”, ideato da Mattia Scaramuzzo.

Entro in caffetteria mentre Federica Meda, la giovane talentuosa cantautrice acrese, è intenta a provare con la sua chitarra alcuni accordi di una canzone di Cat Stevens che proporrà nel corso della serata. È stato affidato a lei il delicato compito dell’intermezzo musicale. Una felice scelta! Del resto, ho avuto modo di ascoltarla nella giornata conclusiva della XI edizione del premio “V.Padula”, Federica è una interprete raffinata.

Mi siedo, giusto il tempo di scambiare qualche considerazione con Annaiole, titolare della “Librinet” la libreria che ha condiviso fin dal principio l’iniziativa, su queste originali occasioni di proporre cultura, che sulla porta d’ingresso si intravede la protagonista della serata. La scrittrice, Alessia Principe, si presenta con un sorriso solare; è un avvocato mancato, dopo la laurea in giurisprudenza, infatti, ha preferito dedicarsi al giornalismo. Ascoltando la ricchezza del suo lessico e la qualità delle sue argomentazioni istintivamente esclamo tra me e me: “meno male!” Sarebbe un peccato se una donna con queste doti, fosse rimasta “prigioniera” delle “ingessate” aule dei Tribunali. La giustizia avrà perso un brillate avvocato, in compenso la società ha guadagnato una scrittrice-giornalista di talento, dal volto pulito. L’Assessore Francesca Abbruzzese da’ il via alla serata, portando i saluti dell’Amministrazione Comunale. Stimolata dalle domande del giornalista Piero Cirino, la scrittrice ci parla della sua creatura “tre volte”, un libro ispirato da una drammatica storia vera – quella della piccola Angela Celentano – ambientato però nella nostra Sila. E’ il racconto dunque del rapimento di una bambina di 2 anni mai ritrovata e del padre che, dopo trent’anni, torna con tutte le sue contraddizioni a cercarla con caparbietà. Trecentocinquanta pagine scritte con una tecnica che sembra cinematografica. Leggendole si ha quasi la sensazione di vedere e, quindi, di partecipare alle vicende narrate. Si resta inevitabilmente coinvolti, la lettura del libro diventa appassionante. La serata scorre piacevolmente. Nella fase finale Piero, a sorpresa, sollecita una mia domanda alla scrittrice. Per fortuna era rimasto incuriosito da una considerazione sull’amore verso i figli. Rilancio l’argomento, si apre un piccolo dibattito sul tema. L’argomento “amore” è sempre un tema complicato, ancor di più se riguarda i figli. “Puoi cercare di somigliare a loro ma non volere che essi somiglino a te”  lo conferma lei stessa con un successivo post sul suo profilo facebook, citando Gibran.  Una cosa è certa, una volta messi al mondo non si  può prescindere da loro. Forse è questo che pensava l’autrice firmando le copie con la penna di “Frozen”.

P.S. E’ la seconda volta che Piero  “impone” un mio intervento in questi piacevoli appuntamenti. Parafrasando  il titolo del libro presentato, comunico ufficialmente che “alla  terza volta” lo meno!

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