La storia di Simone Curto : Da Acri alle passerelle di Armani e D&G

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ACRI – Non solo Fabio, c’è un altro Curto che porta il nome di Acri in giro per il mondo. Simone Curto con Fabio ha in comune il cognome, ma i due non hanno vincoli di parentela. La loro storia ha molte similitudini ed entrambi hanno raggiunto vette altissime nei loro campi.

Simone è un modello, tra i più quotati. Sfila sulle passerelle mondiali più importanti e lavora con i marchi che rappresentano il gotha della moda mondiale: Ferrè, Fred Mello, Versace, Dolce & Gabbana, Giorgio Armani, Belstaff, The Bridge, Ducati, Diadora, Colmar e Alviero Martini, solo per citarne qualcuno.E’ reduce dalla sfilata di Armani, a Milano, di martedì scorso, sulle tendenze della primavera – estate 2016. Sul futuro prossimo, «vestiremo tutti all’orientale».

Simone Curto è nato a Cariati ventinove anni fa, ma è cresciuto a Serraudo, una contrada a qualche chilometro dal centro cittadino di Acri in provincia di Cosenza, la stessa città del campione di The Voice Fabio Curto.

Sviluppa fin da subito un maniacale interesse per il mondo della moda, come le pile di Vogue Uomo divorati da voraci letture stanno a dimostrare. Non manca chi lo scoraggia, ma decide di tentare l’avventura e parte poco più che ventenne per Milano, capitale della moda maschile.

«I primi tempi – ricorda – sono stati durissimi, perché sentivo questa città come estranea. Per mantenermi e non pesare sulla mia famiglia ho fatto il barman e non solo». A proposito della famiglia, c’è una figura che per Simone rappresenta una sorta di stella polare: suo padre, scomparso nello scorso mese di settembre.
«Ancora oggi faccio difficoltà a parlare di lui, ma la sua presenza l’avverto ogni giorno, in tutto quello che faccio. Mio padre – ricorda ancora con voce rotta dall’emozione – mi ha sempre sostenuto, mi ha dato la forza di andare avanti e di superare anche i momenti più bui». Di Acri e degli acresi dice di portarsi dietro «quella caparbietà, che è un nostro tratto tipico, che ti permette di arrivare a raggiungere l’obiettivo».

Circa le peculiarità acresi, non lo si direbbe, ma ammette di «avere un debole per il buon cibo e mantenere una dieta equilibrata durante le mie visite ad Acri è praticamente impossibile». Tra le pietanze preferite, «la pizza e la pasta al forno». Simone asseconda questo suo amore per la buona tavola «un giorno a settimana, che mi concedo di assoluta libertà».

Difficile, se non impossibile, fargli dire con quali stilisti intrattiene i rapporti professionalmente più appaganti, sebbene i nomi di Dolce e Gabbana e Giorgio Armani compaiano più di altri nei suoi ragionamenti.

Ha nostalgia delle sue origini, Simone, al punto da dire che «se potessi, sposterei il mio mondo lavorativo ad Acri. Non posso farlo, ma appena mi è possibile torno volentieri, anche perché ad Acri trovo i miei affetti più cari».

PIERO CIRINO

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