IL MONDO CON GLI OCCHI, ACRI CON IL CANNOCCHIALE. PUNTI DI VISTA. COME CI VEDONO. COME CI VEDIAMO.

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di Salvatore Ferraro
Il Parco Nazionale della Sila verso il più alto riconoscimento dell’Unesco.
Il Consiglio direttivo della Commissione Nazionale Unesco ha deliberato che il Parco Nazionale della Sila potrà candidarsi a Patrimonio Mondiale dell’Umanità «per criteri naturali».
Se volete saperne di più potete leggete qui:
Ricapitoliamo, invece, la vicenda MaB.
Abbiamo sul nostro territorio un Ente, il Parco della Sila, di cui Acri fa parte, che si preoccupa di posizionare l’altopiano silano su un circuito internazionale di enorme prestigio, in una vetrina mondiale ambita in ogni angolo della terra, sottoponendo all’UNESCO tre corposi dossier per conseguire tre riconoscimenti che se ottenuti costituirebbero un sensazionale fattore di crescita e di sviluppo per il nostro territorio.
L’UNESCO nel giugno 2014 concede il primo riconoscimento, MaB riserva mondiale della biosfera, scegliendo il Parco della Sila in una lista affollatissima.
Sta per avverarsi il secondo sogno. Il riconoscimento del Parco come Patrimonio Mondiale dell’Umanità.
Ma lasciamo i sogni e scendiamo nella nostra prosaica realtà. Veniamo a noi.
Non passa giorno in cui i nostri sottosegretari, i nostri assessori regionali non dicano che “La Calabria deve puntare sui settori strategici in cui eccelle: turismo, beni culturali, natura-ambiente, tipicità, autenticità”. Il MaB con le sue finalità statutarie va preciso preciso in quella direzione.
Ad Acri invece, dove siamo da sempre notoriamente guardinghi e malfidenti nei confronti del progresso civico, sociale, culturale ed economico, come si reagisce? Ci si mobilita per bloccare, anzi meglio, per “bocciare” lo sviluppo.
I più illuminati, fra quelli che avversano la crescita, imbracciano il cannocchiale alla rovescia, per minimizzare obiettivi e finalità dell’organo di gestione del MaB Sila, la Fondazione in Partecipazione.
E il giudizio è presto emesso. Si tratta di un “carrozzone”. Per cui non siamo interessati. Grazie.
Ma c’è un problema politico, che ormai è di pubblico dominio.
La maggioranza, di cui indegnamente faccio parte, aveva promosso la candidatura con una delibera di giunta e aveva sottoscritto il protocollo d’intesa per costituire un partenariato che sceglierà come strumento giuridico una Fondazione in Partecipazione. Negli ultimi mesi, in seno alla maggioranza c’è stato un ripensamento, anche se non vi sono ancora comunicati ufficiali in merito. E non arrivano nemmeno proposte né da destra né da manca.
Si sa, siamo tutti bravi a fare analisi (o chiacchiere o lagnanze), quello che poi manca è la proposta. Tutti bravi medici a fare diagnosi, ma poi quello che non si riesce a stabilire è la terapia.
Apro una parentesi a proposito di proposte.
In due anni di frequentazione del Parco quale delegato del sindaco, ho sentito più volte i vertici dell’Ente affermare che in vent’anni, mai nessun amministratore acrese si è affacciato da quelle parti, anche soltanto inviando per posta una proposta che sia stata una. Afasia totale.
In occasione della preparazione del Piano Pluriennale Economico e Sociale del Parco della Sila, i 21 Comuni che costituiscono la Comunità del Parco, nel marzo del 2014 sono stati invitati dal Ministero dell’Ambiente ad un incontro per presentare delle proposte progettuali da inserire nel Piano.
Su 21 invitati, ci presentammo in due: Acri e Longobucco.
L’Amministrazione di Acri presentò 5 progetti che furono tutti inseriti nel Piano Pluriennale.
Non sappiamo quando e quali di queste opere saranno finanziate, ma intanto il nostro dovere è stato fatto. Per chi ne abbia voglia e curiosità in coda ci sono gli allegati di notevole interesse.
Chiudo parentesi che serviva solo per ribadire che quello che manca è la proposta. E se la proposta manca, possono anche metterti le opportunità più appetibili su un piatto d’oro che resti comunque al palo di partenza.
Ed aveva ragione quel tizio che diceva, parafrasando, che la Calabria è come un vecchio pezzente seduto su di uno sgabello d’oro. Abbiamo sopra e sotto il nostro territorio un patrimonio inestimabile dal punto di vista culturale, archeologico, artistico, paesaggistico, che resta lì a degradarsi perchè non viene messo a frutto.
LA PROPOSTA
E allora, pur essendo lontano dalle logiche (?!) di parte e di partito, avanzo la mia Proposta in merito alla Fondazione MaB, che dovrebbe essere accolta visto che si accosta a quelle logiche, che alla fine trovano sempre unanimità…
Il 4 aprile scade il termine per l’adesione alla Fondazione in Partecipazione MaB che deve passare attraverso una delibera di consiglio nella quale bisogna specificare il nominativo del rappresentante del Comune in seno all’Assemblea della Fondazione.
L’11 aprile invece scade il termine della presentazione delle candidature a Componente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione.
Potrebbero presentare la propria candidatura al Consiglio di Amministrazione un consigliere di maggioranza e uno di minoranza, di modo che quando si andrà a votare per il Consiglio di Amministrazione (i 18 Comuni che si trovano all’interno del Parco hanno a disposizione tre posti) si potrebbe conquistare facilmente uno dei posti con accordi politici con gli altri Comuni (ricordo che 14 su 18 sono amministrati da giunte di sinistra…).
Il posto nell’Assemblea dovrebbe toccare alla Maggioranza.
Naturalmente si dovrebbe votare l’adesione all’unanimità. Unanimità che salverebbe politicamente la faccia alla maggioranza che ha avviato la costruzione di questo maestoso edificio e quando è arrivata al tetto, ha deciso di farlo completare ad altri.
Ci sono altre proposte (invece di stare con quel cannocchiale in mano…)?
Ricordo infine a chi è abituato a proiettare sugli altri le proprie miserie (e che ha diffuso l’amena notizia che io sarei così interessato al MaB perché mi hanno promesso un posto per mia moglie) che tre mesi fa comunicavo a sindaco e maggioranza che non avevo nessuna intenzione di presentare la mia candidatura e che se qualcun altro era interessato si facesse avanti.
Nessuno rispose.
Salvis Iuribus.

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