Bollette: incontro pubblico, questa sera alle 20. Il movimento si trasforma in comitato cittadino. Il sindaco: tra quelli che parlano evasori! E loro: “siamo tutti evasori”

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Di Giulia ZANFINO

Questa sera, mercoledì alle ore 20, al cineteatro comunale, la popolazione potrà partecipare al dibattito pubblico sulle bollette. Ad organizzarlo, il comitato cittadino, coordinato da Vincenzo Toscano, nato dall’esigenza collettiva di discutere delle tasse “pazze”, secondo alcuni illegittime, che il Comune ha recapitato all’intera comunità.

Al sindaco, commercianti e cittadini, avevano chiesto un consiglio comunale aperto. Lui, invece, ha risposto con un “muro contro muro”. Trincerato dietro l’eterna questione “dissesto”. Arroccato su posizioni inflessibili. E la collettività, stanca di aspettare, ha deciso di agire.
La costituzione ufficiale del comitato “cittadino” è avvenuta sabato sera nei locali della Comunità Montana. La sala era tanto piena che in molti sono rimasti ad ascoltare fuori dalla porta.
E l’imbarazzante uscita pubblica del sindaco Tenuta, che ha risposto alle proteste con una nota, è arrivata come un fulmine a ciel sereno. Lasciando perplessa l’intera assemblea. “Da parte nostra non c’è stato nessun attacco personale o politico all’Amministrazione, ma un grido d’aiuto perché siamo sulla graticola!”, affermano alcuni tra i presenti.
Nella nota Tenuta risponde al malessere dei commercianti, da cui è partito il movimento di protesta contro le bollette astronomiche, puntando il dito su alcuni di loro. Senza fare nomi. Il sindaco invita gli acresi a “guardare con diffidenza quelli che invitano a non pagare le tasse” e si scaglia contro chi “specula sul malessere per esclusivi fini personali”. Infine sottende che tra i commercianti in agitazione ci sia chi “rientra nella categoria degli evasori”. Detto da un commercialista, qual è il primo cittadino acrese, l’infelice affermazione ha un certo peso.
La risposta dei commercianti è stata un ironico “siamo tutti evasori”. Ma Tenuta, nella sua nota, oltre a barricarsi dietro l’ormai logoro alibi della Corte dei Conti, buono per tutte le stagioni, fa un riferimento all’aumento delle spese, che ci sarà quando a muoversi sarà “il concessionario dell’attività di riscossione per il recupero dei tributi”. Evoca il fantasma di Equitalia, il sindaco, e lo fa all’indomani dei numerosi suicidi delle decine di imprenditori italiani.
Lo fa senza tentennamenti, perché i tributi vanno pagati. E non arretra di un millimetro sulle sue posizioni. Intanto la sua popolarità, nell’elettorato, continua a scendere vertiginosamente. “Il suo slogan era “Non un amico in Comune, ma un Comune amico”. Invece è diventato il peggior nemico dei cittadini”, afferma uno dei suoi elettori

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