Amministrazione Comunale: Non Pervenuta!

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Di Libera Associazione Cittadina Acrese

Volevamo fare i complimenti alla giunta comunale per la dimostrazione di democrazia, iniziativa ed umiltà, manifestata negli ultimi giorni. Siamo anche contenti nel sapere che i consiglieri di maggioranza si sono ricompattati intorno al Sindaco, e che questa amministrazione arriverà al termine del mandato fino al 2018. Ci domandiamo, però, come sarà Acri tra tre anni. Se i presupposti sono quelli che stiamo vivendo c’è poco da stare allegri!
Vediamo un po’, il professor Iorio e la fondazione Trasparenza, che hanno collaborato in maniera “gratuita” alla redazione del piano di rientro, hanno sottolineato che ci sarebbero voluti ben “8 anni di lacrime e sangue” perché si abbia il pareggio di bilancio, li ringraziamo per questo, senza di loro non lo avremmo mai scoperto. Veniamo poi a sapere che la suddetta fondazione ha incassato 35 mila euro per la redazione del predetto piano e la formazione del personale. Complimenti per l’ottima spesa visto i risultati di efficienza degli uffici comunali, soprattutto quello tributi. Già che c’eravate potevate liquidare anche i 350 mila euro prospettati dall’ass. Ferraro, alla faccia della sincerità!
Signor Sindaco, abbiamo ascoltato il suo discorso del consiglio comunale del 30 marzo scorso è rimaniamo esterrefatti nell’ascoltare alcuni suoi passaggi, che definirli contradittori è il minimo. Nella parte in cui parla del famigerato art. 35 del regolamento, per il quale si è chiesto l’abbattimento di almeno l’80% della tariffa, continua imperterrito ad affermare che i documenti prodotti, e che erano agli atti in Comune, ma ben nascosti anche alla sua maggioranza, non “certificano” l’emergenza. Lei, come altri, gioca con le parole. Nel suddetto articolo vi è scritto che la situazione di “danno o pericolo di danno” deve essere RICONOSCIUTA e non certificata. L’ass. Martelli afferma che si è provveduto ad inviare, all’assessorato competente della Regione Calabria, una nota di diffida stragiudiziale, nella quale si riserva, anche, di adire per vie legali se non venisse concessa una riduzione tariffaria per il disservizio causato. Ci chiarisca Signor Sindaco, il disservizio, anche se imputabile alla sola Regione, c’è stato o non c’è stato? Perché diffidare la Regione Calabria se il disservizio non c’è stato? La risposta per noi è ovvia.
Ascoltiamo, poi, che le bollette dell’acqua con il cosiddetto minimo imponibile, che venivano ridotte a poche centinaia, ma che in realtà sono parecchie migliaia, l’errore risiede nel programma di fatturazione della società Andromeda. In questo caso si potrebbe richiedere, come per il disservizio provocato dalla Regione Calabria, un risarcimento alla suddetta società, per i costi aggiuntivi sostenuti dall’ente per il reinvio. Come più volte ribadito dall’amministrazione, era consuetudine applicare il minimo a tutti anche se già dal 2005 non lo si poteva più fare. Per questo abbiamo qualche dubbio sul fatto che, senza la richiesta della popolazione nella manifestazione del 19 febbraio si sarebbe provveduto allo storno delle bollette sbagliate. Vogliamo sottolineare che chi volesse può richiedere il rimborso o la compensazione delle bollette del servizio idrico indebitamente fatturate degli ultimi 5 anni (dal 2009 in poi).
Signor Sindaco, lei ci accusa di non avere uno spirito costruttivo, di non avere proposte, di istigare all’evasione fiscale, non le sembra che stia esagerando? Noi abbiamo sempre affermato, senza pericolo di essere smentiti, che le tasse vanno sempre pagate, ma nella giusta misura, tenendo conto dei diritti di derivanti dalle norme.
Signor Sindaco, le abbiamo fatto e le potremmo ancora fare molte altre proposte costruttive, alcune realizzabili anche a titolo “gratuito”, ma forse è meglio denigrare che ascoltare.
Lei, signor Sindaco, come anche tutta l’amministrazione, non avete colpa alcuna, come sempre, o meglio come volete far credere…
Il dissesto finanziario è stato provocato dalle altre amministrazioni, quali siano, potrebbe essere la magistratura e la Corte dei Conti, ad accertarlo.
Le cartelle dell’acqua sbagliate sono essenzialmente dovute ad un computer “birichino” che si diverte a far pagare equamente a tutti il servizio idrico del quale non usufruiscono.
L’invio degli avvisi di pagamento, inviati più volte, riguardanti il medesimo tributo per lo stesso anno, è solo di Equitalia.
L’emergenza spazzatura tra il 2013 e il 2014 è stata colpa dei cittadini, che, nonostante il conferimento in discarica fosse difficoltoso, si ostinavano ad ammucchiarla per le strade invece di tenersela in casa.
La maleducazione è dei cittadini che si recano all’ufficio tributi per chiedere spiegazioni, minacciando e offendendo gli impiegati che loro malgrado devono subire.
Ma è davvero così? Ai cittadini l’ardua sentenza!

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