ACRI: Predissesto, Occorrono Otto Anni di Sacrifici per Uscire dalla Crisi

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Lacrime, sudore e sangue per otto anni per uscire dalla crisi finanziaria profonda di cui soffrono le casse comunali.
E’ quanto prospettato nel corso di una conferenza stampa, convocata dal sindaco Nicola Tenuta, ieri pomeriggio nella Sala Polivalente.
Al suo fianco il Prof. Ettore Iorio, della fondazione “Trasparenza”, che, a titolo gratuito, sta collaborando con il Comune per la redazione del piano di riequilibrio finanziario decennale, più conosciuto come predissesto.
A questo strumento l’ente ha la possibilità di accedere in seguito all’accoglimento del ricorso, da parte delle sezioni riunite della Corte dei Conti, dell’amministrazione comunale contro la delibera del consiglio comunale che disponeva un dissesto prescritto dalla magistratura contabile regionale.
Dal predissesto si potranno ottenere non più di tre milioni di euro, ma, è, per dirla con il Prof. Iorio, “la dieta quotidiana” a dover permettere il risanamento della finanze comunali.
Per il sindaco Tenuta, “il piano è un punto di partenza, dopo aver chiuso una fase in cui siamo riusciti a evitare il marchio indelebile del fallimento finanziario”. Il piano approderà domani in consiglio comunale e il primo cittadino spera “che sia condiviso, anche perché non vedo altre alternative”. Tenuta non ha voluto ingenerare equivoci e ha chiaramente detto che il predissesto implica automaticamente le aliquote comunali al massimo, con tutto ciò che ne consegue.
Queste le cifre da cui è partito il Prof. Iorio, che ha avuto parole di elogio nei confronti del segretario e del consiglio comunali: poco più di dodici milioni di euro di disavanzo, che verranno coperti da 400 mila euro di fondi di garanzia, 470 mila euro di maggiori entrate sulla Tasi e soprattutto da tagli di spesa.
Per il Prof. Iorio, esistono diversi motivi per nutrire ottimismo circa la possibilità “che Acri ne esca senza vendere i gioielli di famiglia”. Si tratta di porre rimedio “a un periodo di creatività amministrativa, in cui ci si è preoccupati più di spendere che delle coperture finanziarie attraverso le entrate”.
Insomma, il dissesto è stato evitato, ma i conti in rosso rimangono. Quindi non cambierà molto rispetto a quanto era stato stabilito dall’ultimo bilancio di previsione, con una delle manovre più dure di sempre. Del resto, il primo cittadino ha confermato l’ammontare del debito dell’ente in circa venti milioni di euro.
Piero Cirino
Da “Il Quotidiano del Sud” del 24-07-2014.

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