Acri-Poliambulatorio insieme ospedale, no della Laca

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Tra qualche settimana i servizi del Poliambulatorio verranno spostati all’interno dell’ospedale, per consentire lavori di adeguamento alla struttura di via Julia. Questa soluzione non va giù alla Laca (Libera Associazione Cittadini Acresi).
“Come associazione a difesa dell’ospedale cittadino – si legge in una nota -, siamo assolutamente contrari a questa soluzione, perché non funzionale e soprattutto deleteria per la struttura ospedaliera: l’ospedale deve essere ospedale! Avevamo avuto rassicurazioni da parte del Direttore Sanitario, Cozzolino, sull’intenzione di stipulare un accordo con il commissario straordinario di Calabria Verde sullo spostamento temporaneo degli ambulatori presso i locali di piazza San Domenico, ma evidentemente manovre politiche, di cui non cogliamo il senso, stanno facendo sì che vengano adottate soluzioni con effetti deleteri per il futuro del nosocomio acrese”.
Per la Laca, “la presenza degli ambulatori specialistici non garantirà in alcun modo il miglioramento delle prestazioni ospedaliere, in quanto sono di natura diversa. Infatti, gli specialisti hanno contratti di consulenza per un giorno a settimana, per metà giornata, solo per visite programmate, quindi è impensabile che possano dare una qualsiasi miglioria concreta alle prestazioni ospedaliere con queste modalità”.
Inoltre, “altro punto dolente è la gestione degli spazi all’interno dei locali dell’ospedale: si avrà la commistione tra pazienti ricoverati, i loro familiari, consulenti e pazienti esterni che accedono agli ambulatori. La destinazione “naturale” del terzo piano dell’ospedale è quella di ospitare il servizio di riabilitazione che dovrà affiancare il reparto di Lungodegenza, con 15 posti letto, la cui realizzazione, come già stabilito nel decreto commissariale e nell’atto aziendale, non può più attendere. E’ evidente che l’intenzione degli amministratori locali è quella di far rimanere per sempre il Poliambulatorio all’interno dell’ospedale, come peraltro ribadito in campagna elettorale, con la creazione dell’improbabile “cittadella della salute”, frutto di un’idea distorta, partorita da chi non ha a cuore le sorti del nostro ospedale, ma solo ambizioni personali”. Infine, “a nulla sono valse le nostre richieste a questa amministrazione, da un anno a questa parte, a partire dal consiglio comunale aperto del 2017, per far sì che il nostro ospedale non diventi una Rsa, come invece rischia seriamente di diventare con questa politica scellerata. Facciamo appello alle forze politiche di minoranza, a tutte le associazioni, nonché ai cittadini, affinché non assistano inermi al depauperamento definitivo del nostro nosocomio. Chiediamo, infine, al dott. Giacomo Cozzolino di rispettare gli impegni presi ed opporsi con ogni mezzo a chi vuole affossare ulteriormente il nostro ospedale”.

Da “Il Quotidiano del Sud” del 17-09-2018 Piero Cirino

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