ACRI: Maiorano, Tenuta Come Ponzio Pilato

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Non si placa la polemica tra l’attuale amministrazione comunale e quella precedente sulle difficoltà finanziarie in cui versa il Comune.
A intervenire ieri, con un comunicato, è stato Luigi Maiorano, già sindaco facente funzioni e oggi consigliere di opposizione.
“Ancora una volta – scrive Maiorano – il sindaco Tenuta, assumendo le vesti di Ponzio Pilato, tende maldestramente a scaricare sugli altri la propria incapacità politica e questo dopo aver fondato la propria campagna elettorale quale nuovo paladino della città e risolutore di tutti i problemi che nella sua favoletta gli altri avrebbero quindi provocato. Cosicché invece di dare risposte chiare e concrete a tutti i cittadini, assillati dai tanti tributi, e non solo dalla Tares, aumentati del 300%, e che pacificamente hanno inteso manifestare, non ha saputo fare altro che proferire minacce di arresto, come se il Comune fosse il suo regno e certamente lo ritiene tale, considerato anche il trattamento riservato ai tanti dipendenti cui l’unica colpa è stata quella di aver democraticamente votato per altri canditati”.
Per Maiorano “è passato ormai un anno dall’insediamento dell’attuale amministrazione e quello che è stato prodotto è solo ed esclusivamente l’aumento dei tributi, a cui non è seguita alcuna politica di sviluppo, anche a tutela delle tanti attività commerciali e artigianali, nonché imprese che insieme ai cittadini tutti sono ormai stanchi di sentir parlare sempre ed esclusivamente della precedente amministrazione, avendo posto la loro fiducia, purtroppo inutilmente, verso l’attuale sindaco.
Non io – prosegue Luigi Maiorano, rivolgendosi direttamente al sindaco Tenuta -, ma gli stessi tuoi elettori, ormai esausti e delusi ti hanno esortato a smetterla con questo scarica barile e aspettano risposte da te e dalla tua giunta, non certamente dal direttore generale che pur impegna una cospicua somma a titolo di indennità che poteva servire diversamente per la nostra città, anche perché sia la signoria vostra che gli assessori continuate a percepire, a questo punto inutilmente, il vostro stipendio”.
Per quanto concerne colpe e responsabilità, “da parte nostra si è detto abbastanza e i cittadini, dopo aver tanto ascoltato inutili parole e chiacchiere, stanno subendo oggi la triste realtà di un paese allo sbando e sotto tutti i punti di vista, anche e purtroppo per quanto concerne i rapporti tra cittadini ed istituzione.
La realtà – conclude la nota – è che siete totalmente incapaci di governare i processi, avendo prodotto dopo un anno solo ed esclusivamente qualche senso unico, che parimenti ha provocato solo caos e disordine”.

Piero Cirino
Da “Il Quotidiano della Calabria” del 06-06-2014.

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