ACRI: L’Associazione Diogene ottiene il primo successo

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Il 31 ottobre a San Sosti al termine del convegno/studio “I LUOGHI DELLA STORIA ATTRAVERSO L’OCCHIO DI MARIO CARBONE” sono stati premiati i vincitori del I° concorso video-fotografico nazionale “I LUOGHI DELLA STORIA”. Il tema del concorso era “ i luoghi del feudo dei principi Sanseverino di Bisignano oggi”, un percorso video/fotografico attraverso l’antico feudo della famiglia Sanseverino di Bisignano, tra segni e architetture di ieri ed oggi. Il premio quale omaggio al maestro Mario Carbone per la sua attività svolta in campo video fotografico ha visto la partecipazione di numerosi partecipanti. Mario Carbone inizia la sua attività di fotografo e documentarista sin da giovane e nel 1960 Carlo Levi lo chiama per accompagnarlo in un viaggio in Lucania per documentare fotograficamente i luoghi del suo Cristo si è fermato a Eboli. Carbone scatta circa quattrocento foto che saranno pubblicate nel libro “Viaggio in Lucania con Levi” e nel documentario, omaggio a Carlo Levi (1983). Nello stesso anno con Franco Angeli con il quale divide lo studio realizza il cortometraggio “Inquietudine”. nel 1967, vince il leone d’argento alla biennale di Venezia con “Firenze, novembre 1966”, testimonianza in bianco e nero sulla drammatica alluvione, confezionato con testi di Vasco Pratolini letti da Giorgio Albertazzi. Nel 1964 vince il nastro d’argento con STEMMATI DI CALABRIA, un documentario sull’abbandono delle terre feudali da parte della nobiltà calabrese. La neonata ASSOCIAZIONE FOTOGRAFICA “DIOGENE FOTOAMATORI ACRI”, decide di partecipare al concorso e si reca a Castello San Mauro (Cantinella) per scattare a tre giorni della scadenza del concorso le foto da inviare. Il presidente Francesco Cariati, insieme a Fabiano Pansini Serena Pansini e Denis Mancuso partecipano al concorso inviando sul filo di lana le opere. Vince la sezione fotografica l’ opera di Francesco Cariati “RAPIMENTO MISTICO”, scatto che immortala Serena Pansini di spalle che viene rapita dallo stemma dei Sanseverino che troneggia sull’ingresso di ciò che resta di castello San Mauro. Prima della consegna della targa d’argento del maestro orafo G.B. SPADAFORA, opera unica creata per l’evento, Francesco Cariati spiega al pubblico “l’anima dello scatto”. “Ho volutamente scattato la foto con Serena di palle, perché’ fosse un soggetto senza volto, una spersonalizzazione nella quale tutti noi ci identifichiamo”. Il rapimento mistico del castello che trasuda storia da ogni mattone porta inizialmente la mente ai fasti del luogo, prendono vita gli antichi splendori, le stanze finemente arredate, le feste, gli abiti, in sintesi il fascino indiscreto dell’aristocrazia. Ma l’autore richiama l‘attenzione sullo stemma di casa sanseverino, stemma sporco della cacca degli uccelli che sotto il portico hanno trovato nei secoli dimora. E’ un’icona, un segno di come va letta la storia, nelle sue luci ma soprattutto nelle sue ombre, se il luccichio della mondanità dell’aristocrazia rappresenta le luci, il popolo dei vinti rappresenta il buio, lo sfondo caravaggesco in cui la storia prende forma. L’autore della foto dedica la vittoria agli invisibili, a coloro che fanno la storia senza entrare nei libri, a coloro che non sono in prima fila ostentando titoli cavallereschi e Luis Vuitton, a coloro che nell’ ombra esprimono la grandiosità e la straordinarietà della dignità umana. L’autore ricorda ai presenti che i milioni di mattoni usati per realizzare il castello sono cementati non solo dalla malta, ma dal sudore, dalle lacrime e dalla disperazione della moltitudine di uomini donne e bambini che erano costretti loro malgrado a soddisfare tutti i bizzarri desideri dei potenti. Al popolo dei vinti, dei dimenticati, degli “invisibili” Francesco Cariati dedica il suo premio senza dimenticare i RAGAZZI DI DIOGENE: Serena (nello scatto) Fabiano accanto, Denis, Tommaso, Elenia, Carmela, Ciccio Spina, Pierpaolo e tutti gli altri soci della neonata Associazione, presenti idealmente nell’ escursione e negli scatti di palazzo San Mauro. L’associazione Diogene ha iniziato un percorso che attraverso la fotografia esplorerà i luoghi della storia e dell’arte, della poesia e della natura promuovendo attraverso la fotografia tutto ciò che arricchisce l’animo umano.

foto vincitrice

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