ACRI: CUP, i Dubbi dell’A.S.P.A

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Il Comune, d’intesa con l’Asp di Cosenza, nei giorni scorsi aveva messo a punto un progetto che potesse superare la fase di crisi acuta che si vive al Cup di Acri.
In sostanza, in seguito alla chiusura degli sportelli Cup di San Giacomo, Là Mucone e Distretto Sanitario, alla sede centrale del Centro Unico delle Prenotazioni pagare il ticket o farsi semplicemente apporre un timbro sull’impegnativa per le analisi di laboratorio è diventato un vero e proprio incubo.
In molti si recano al Cup dalle prime ore delle giornata e in molti casi c’è chi è costretto a tornare a casa a mani vuote, per poi ricominciare l’odissea il giorno successivo.
Non sono mancati, nei giorni scorsi, i momenti di tensione e l’intervento dei Carabinieri, per cercare di sedare gli animi esacerbati.
Il progetto dell’amministrazione comunale e dell’Asp prevede il coinvolgimento diretto delle associazioni di volontariato Aspa, Cri, Associazione Volontari dei Carabinieri e Associazione delle Guardie Ambientali.
In pratica, nelle loro sedi dovrebbero aprire degli sportelli Cup, collegati in rete con l’Asp.
Con una comunicazione ufficiale, l’Aspa ha tuttavia avanzato qualche perplessità legata alla pratica effettiva delle prenotazioni.
Innanzitutto l’Aspa, che conferma “la disponibilità a prestare il servizio in parola”, ritiene che “l’affidamento del servizio dovrà avvenire tramite stipula di un protocollo d’intesa e convenzione, così come previsto dalla legge 266/1991”.
Questo “al fine di garantire l’esistenza delle condizioni necessarie a svolgere con continuità le attività oggetto della convenzione, nonché il rispetto dei diritti e della dignità degli utenti”.
Affidare un simile compito alle quattro associazioni diventa per queste assai impegnativo e significa, in pratica, mettere a disposizione una sede, un computer, il personale necessario ed energie che verrebbero fatalmente sottratte ai loro compiti ordinari. C’è poi anche un problema di privacy e di banche dati da gestire.
L’Aspa pone un problema di natura pratica e chiede che tutto venga regolamentato attraverso uno specifico protocollo d’intesa o una convenzione. Ora la palla passa alle istituzioni.
Il sindaco Nicola Tenuta ha inoltre richiesto al Direttore Generale dell’Asp, Gianfranco Scarpelli, “l’apertura di tre punti di prenotazione collegati al Cup aziendale nelle sedi comunali di Acri centro, Là Mucone e San Giacomo”, cioè nelle sedi degli uffici dei Servizi Sociali e nelle due delegazioni comunali periferiche.
Questo “per alleviare i disagi di una popolazione anziana, non sempre autosufficiente, che insiste su un territorio vasto e geograficamente non favorevole agli spostamenti”.
Ogni spesa conseguente “ricadrebbe esclusivamente sul Comune di Acri”.

Piero Cirino
Da “Il Quotidiano del Sud del 20-07-2014.

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