ACRI: Comune. Approvato il bilancio 2014. Il sindaco Tenuta: casse vuote c’è poco da fare. Tasi e Iuc al massimo

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Una seduta fiume, più di dodici ore, come giusto che sia per trattare un tema importante come il bilancio di previsione. Alla fine il documento è stato approvato dalla sola maggioranza con qualche distinguo visto che più di un consigliere ha manifestato perplessità e si è augurato una inversione di rotta dopo un anno dall’insediamento.
Semplici critiche o pericolosi mal di pancia? Che all’interno della maggioranza ci sia malcontento non è un mistero ma da qui a parlare di dimissioni o abbandoni ce ne vuole.
Al momento l’amministrazione Tenuta è compatta e prosegue il suo cammino seppur tra mille difficoltà. E’ stato il sindaco Tenuta, che possiede anche la delega al bilancio, a relazionare sulle cose fatte, per la verità poche in ogni settore.
Il primo cittadino precisa: “di più non si poteva e non si può fare fin quando il Comune non uscirà da questo stato comatoso. La drammatica situazione finanziaria non ci permette, al momento, di programmare grossi investimenti ma al contrario chiama tutta la comunità a sacrifici e rinunce. Appena insediati abbiamo trovato le casse al collasso, ovvero con poche risorse anche per i servizi essenziali, tuttavia siamo riusciti a garantire quelli più importanti.”
E aggiunge: “negli anni passati la politica ha rinviato decisioni importanti che ora tocca prendere a noi con scelte che saranno impopolari e che sicuramente non porteranno consensi. E’ arrivato il momento di essere responsabili e di pensare al bene comune piuttosto che alla crescita personale. Ci aspettano anni difficili per risanare le casse e poco importa se si potrà fare solo l’ordinaria amministrazione.
Cercheremo di intercettare i fondi europei e di accedere al cosiddetto fondo di rotazione che prevede centoventi euro ad abitante ovvero circa tremilioni. E’ giunto il momento – ha detto ancora il primo cittadino – di essere trasparenti e chiari al fine di coinvolgere l’intera popolazione sullo stato di cose e su quello che succederà. I debiti ammontano a venti milioni mentre il disavanzo di amministrazione è pari a dodici milioni quindi non ci rimane che la strada del pre dissesto in attesa che nei prossimi otto anni, così come previsto dagli esperti, il Comune possa essere risanato. Per fare ciò tutti dobbiamo collaborare con il pagamento delle tasse e la rinuncia a servizi e cose superflue. ”
Tempi duri, quindi, per gli acresi anche per ciò che concerne Iuc, Tari e Tasi le cui aliquote, tutte al massimo consentito dalla legge, sono state approvate all’unanimità.

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